Educazione e intelligenza del Siberiano

Foto: Jan Warner · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Impara in fretta, anche quello che non vorresti
La CFA descrive il siberiano come un gatto molto intelligente, capace di imparare presto il significato del no e di risolvere problemi che ad altri gatti non interessano. Nella pratica vuol dire che osserva le sequenze e le ripete: apre le ante che non chiudono, ricorda in quale mobile finisce il sacchetto delle crocchette, capisce che il rumore della borsa precede l’uscita. Che cosa sappiamo davvero delle capacità cognitive della specie è riassunto in quanto è intelligente un gatto.
Un animale così impara anche le cose sbagliate, e le impara più in fretta di quanto tu insegni quelle giuste. Se salire sul piano di lavoro produce una volta su dieci un pezzo di prosciutto, il comportamento si rinforza e diventa stabile: il rinforzo intermittente è il più difficile da spegnere. La coerenza vale più della severità, e in una casa con più persone significa mettersi d’accordo su che cosa è permesso prima che il gatto lo decida da solo.
Rinforzo positivo, mai punizioni
Il gatto non impara dalle punizioni: impara ad avere paura di chi le somministra, e il comportamento riappare appena non sei nella stanza. Spruzzi d’acqua, urla e spintoni producono solo un animale che diffida e un problema che si sposta di orario. Il metodo che funziona è l’opposto: ignorare quello che non vuoi, premiare entro un paio di secondi quello che vuoi, e offrire un’alternativa praticabile invece di limitarsi a vietare. Il rinforzo deve arrivare subito, altrimenti il gatto non collega niente.
Il clicker rende il tempismo più preciso: un suono breve che marca l’istante esatto, seguito da un bocconcino piccolissimo. Con dieci sessioni da due minuti si insegna a salire sul trasportino, a scendere dal tavolo su richiesta, a farsi toccare le zampe per il taglio delle unghie. Le sessioni vanno chiuse mentre il gatto ha ancora voglia, non quando si è stufato: una razza curiosa come questa collabora finché la cosa resta interessante e smette nel momento in cui diventa una richiesta.
Trasportino e veterinario si insegnano prima
Il trasportino non deve comparire il giorno della visita. Va tenuto aperto in casa tutto l’anno, con dentro una coperta che sa di gatto e qualche crocchetta lasciata a caso, così da diventare un posto neutro invece del segnale che precede l’auto. Un trasportino rigido con omologazione IATA che si apre dall’alto e si separa a metà permette anche di lasciare il gatto dentro la base durante la visita, riducendo la parte peggiore dell’esperienza.
Il resto è desensibilizzazione: portarlo in auto per tre minuti senza andare da nessuna parte, ripetere finché la cosa diventa noiosa, premiare la calma e non la fuga. Il percorso completo, con i tempi realistici e gli errori più comuni, è descritto in il gatto e il trasportino. Vale la pena farlo da gattino: un siberiano adulto che ha deciso che il trasportino è una trappola pesa sette chili e ha opinioni molto chiare.
Regole di casa: piani alti e unghie
Salire in alto non è un capriccio da correggere, è un bisogno di specie: il gatto controlla l’ambiente dall’alto e in una casa affollata quel punto di osservazione lo tranquillizza. La strategia che funziona è offrire alternative migliori e rendere poco attraenti le superfici vietate, non rincorrere l’animale, come si vede in perché il gatto sale sui mobili. Piano di lavoro sgombro, niente cibo lasciato fuori, e una mensola vicina che offra la stessa vista.
Lo stesso ragionamento vale per il graffio, che serve a mantenere le unghie, a marcare e a stiracchiarsi. Un tiragraffi verticale in sisal alto abbastanza da permettere l’allungamento completo, piazzato dove il gatto passa e non nascosto in un angolo, risolve la gran parte dei casi. Il tiragraffi va messo dove graffia lui, non dove sta bene a te, e affiancato da un cartone orizzontale per i soggetti che preferiscono lavorare da sdraiati.