Cura del pelo e salute del Seychellois

Foto: Henrik Hansen ( Hansen ) · Public domain · via Wikimedia Commons
Poco pelo da gestire, e la pelle sotto il bianco
Il mantello di questa razza è fra i meno impegnativi che esistano. Nella versione corta aderisce al corpo e non ha un sottopelo lanoso; in quella semilunga è più morbido e la coda è a pennacchio, ma i nodi restano rari. Una pettinata alla settimana con un pettine a denti fitti toglie il pelo morto e serve soprattutto come controllo settimanale della pelle. Il pettine è un esame, più che uno strumento di bellezza: si cercano croste, noduli e zone dolenti.
C’è però una differenza rispetto a un siamese classico, e riguarda proprio il bianco. Sotto le aree bianche la pelle è chiara e priva di pigmento, quindi più esposta al danno solare: nel gatto le punte delle orecchie e il naso sono i punti critici, e l’esposizione ripetuta è un fattore di rischio riconosciuto per i tumori cutanei nei soggetti bianchi. Un gatto che passa ore su un davanzale assolato nelle ore centrali va spostato o schermato, e i balconi esposti vanno esclusi.
Amiloidosi epatica: la voce più seria
È la patologia che pesa di più in questa famiglia e va conosciuta prima di comprare. Nel siamese e nell’orientale è descritta una forma familiare di amiloidosi, in cui una proteina anomala si deposita nei tessuti e colpisce soprattutto il fegato. La malattia si manifesta di solito fra il primo e il quinto anno, con un’età media di diagnosi intorno ai tre anni e mezzo nel siamese, e i segni iniziali sono aspecifici: dimagrimento, apatia, appetito scarso, vomito, sete aumentata.
Nei casi più gravi la funzione epatica cede oppure il fegato, reso fragile dai depositi, va incontro a rottura con emorragia interna. Non esiste al momento un test genetico per identificare i soggetti a rischio e la modalità di trasmissione non è chiarita, quindi la selezione può basarsi solo sulla storia familiare: un allevatore serio sa dirti di che cosa e a che età sono morti i suoi riproduttori e i loro parenti. Non è una domanda indiscreta, è l’unico strumento disponibile.
Il decorso è variabile: alcuni gatti mantengono una funzione epatica sufficiente per anni, altri arrivano all’insufficienza in pochi mesi. Non c’è una terapia risolutiva e il trattamento è di supporto. Sul piano pratico questo significa una cosa sola: i sintomi vaghi vanno presi sul serio, e un gatto giovane di questa famiglia che dimagrisce senza motivo merita esami del sangue completi, non un cambio di crocchette. Il rifiuto persistente del cibo, in particolare, è discusso in il gatto che non mangia.
Tosse e respiro: l’asma felina
L’asma interessa una quota fra l’uno e il cinque per cento dei gatti secondo il Cornell Feline Health Center, e alcuni studi suggeriscono una predisposizione del siamese, che però non è mai stata dimostrata in modo definitivo. Vale la pena conoscerla comunque, perché il segno tipico viene scambiato per un bolo di pelo: il gatto si abbassa a terra, allunga il collo e tossisce senza produrre nulla. Una tosse secca ripetuta non è normale e non si risolve con la malto.
Gli altri segnali sono respiro rapido o sibilante e, nelle crisi, respirazione a bocca aperta, che è un’emergenza. La diagnosi passa da radiografie e da esclusione di parassiti polmonari e bronchiti croniche, e la terapia si basa su cortisonici, spesso per via inalatoria, e broncodilatatori. Sul fronte ambientale conviene ridurre quello che si può ridurre: fumo in casa, deodoranti spray, lettiere molto polverose. Una lettiera vegetale a bassa polvere è una scelta ragionevole in una casa con un gatto che tossisce.
Retina, denti e le altre voci del libretto
Nel gruppo siamese circola una forma ereditaria di atrofia progressiva della retina legata alla mutazione rdAc del gene CEP290. La trasmissione è recessiva, il gatto nasce vedente e la degenerazione porta alla cecità di solito fra i tre e i cinque anni. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis segnala una frequenza elevata della mutazione nel siamese, intorno a un terzo dei soggetti, e per questa malattia un test genetico esiste ed è economico: va chiesto sui riproduttori.
Alla lista si aggiunge la salute della bocca, che in questa famiglia merita attenzione perché gengiviti e riassorbimenti dentali sono frequenti nei gatti di tipo orientale. Abituare il gattino a farsi guardare i denti fin dalle prime settimane rende possibile la spazzolatura da adulto, e le regole di base sono raccolte in i denti del gatto. Per il resto valgono i controlli di qualunque gatto: vaccinazioni aggiornate, antiparassitari, visite annuali e più ravvicinate dopo i sette anni.