Accessori consigliati per il Seychellois

Foto: Henrik Hansen ( Hansen ) · Public domain · via Wikimedia Commons
Tiragraffi e strutture verticali, prima di tutto
Se si potesse comprare una cosa sola, sarebbe una struttura alta e stabile. Un gatto agile come questo usa la verticalità tutti i giorni, e un albero per gatti da 143 centimetri con piattaforme ampie copre insieme osservazione, riposo e graffio, cioè tre funzioni diverse in un metro quadro di pavimento. La stabilità conta più dell’altezza: una struttura che oscilla al primo atterraggio viene abbandonata e non viene più ripresa, e i modelli leggerissimi da catalogo deludono quasi sempre.
Sul graffio serve un secondo punto, orizzontale, perché molti gatti graffiano anche da sdraiati e perché distribuire le postazioni riduce l’interesse per il divano. Un tiragraffi in cartone ondulato costa poco, si sposta dove serve e si sostituisce quando è consumato, senza rimpianti. I punti vanno messi nei passaggi e vicino alle zone di riposo, non nascosti in un angolo: il confronto fra le tipologie è nella guida ai migliori tiragraffi per gatti.
Il pettine e la cura settimanale
Con un mantello così poco impegnativo l’attrezzatura si riduce a un oggetto: un set pettine e spazzola per gatti usato una volta alla settimana, due nella versione semilunga durante i cambi di stagione. Serve a togliere il pelo morto e soprattutto a controllare la pelle, che sotto le aree bianche è chiara e va guardata con attenzione. Il resto dell’igiene è ordinario: unghie da accorciare ogni due o tre settimane e orecchie da controllare.
Vale la pena aggiungere che un gatto abituato da cucciolo a farsi maneggiare rende superflua qualunque attrezzatura di contenimento. Le mani battono gli strumenti in quasi tutte le operazioni di routine, e un tappetino antiscivolo su cui far salire il gatto durante la cura vale più di guanti, museruole e altre soluzioni che aumentano lo stress invece di ridurlo. La regola è finire prima che il gatto si stanchi, non finire il lavoro a ogni costo.
Lettiera, acqua e cibo
Per la lettiera i criteri sono dimensione, numero e substrato: vaschetta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza la coda, una a testa più una, granulato fine e non profumato. La bentonite agglomerante a grana fine resta l’opzione preferita dalla maggioranza dei gatti, mentre i materiali vegetali sono più leggeri da smaltire e fanno meno polvere, che in una casa con un gatto asmatico è un criterio in più. Il confronto completo fra i tipi è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Sull’acqua, molti gatti di questa famiglia bevono meglio se l’acqua si muove. Una fontana da 2,5 litri con filtro va scelta guardando alla facilità di smontaggio prima che al design, perché va lavata a fondo ogni settimana. Le ciotole del cibo, invece, funzionano meglio se basse e larghe, perché non comprimono le vibrisse e non costringono il gatto a infilare il muso in un imbuto. Il confronto fra i modelli disponibili è nella guida alle migliori fontanelle per gatti.
Trasporto, riposo e quello che non serve
Il trasportino va scelto sulla visita più difficile e non sulla comodità di trasporto: un trasportino rigido con apertura dall’alto si separa a metà e permette al gatto di restare nella parte inferiore durante la visita, che con un animale teso conta più di qualunque tecnica di contenimento. Per il riposo servono più punti in stanze diverse, almeno uno a terra e uno in alto, tutti lavabili, e una coperta in più nei mesi freddi.
Fuori dalla lista restano parecchie cose che si comprano per abitudine. I collari, superflui in un gatto che vive dentro e potenzialmente pericolosi se non sono a sgancio rapido; i giochi con fili e nastri lasciati a disposizione, che sono un rischio di ingestione; le lettiere chiuse che molti gatti evitano per la scarsa ventilazione. Meno oggetti e più attenzione è quasi sempre la scelta giusta con una razza che chiede soprattutto tempo.