Ocicat: la vita in appartamento

Foto: Check-Six at English Wikipedia · Public domain · via Wikimedia Commons
Spazio verticale e risorse distribuite
L’appartamento va benissimo, a patto di ragionare in altezza e non solo in metri quadri. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono al primo posto un luogo sicuro e al secondo risorse multiple e separate: cibo, acqua, lettiere, punti da graffiare, zone di gioco e di riposo distribuite invece che ammassate in un angolo. Conta la distribuzione più della metratura, e il criterio generale è quello dell’arricchimento ambientale per gatti.
Per un gatto muscoloso e pesante come questo la solidità delle strutture non è un dettaglio: una piattaforma che oscilla al primo atterraggio viene abbandonata e non viene più ripresa. Un albero per gatti da 143 centimetri con piattaforme abbastanza ampie da contenere un adulto sdraiato risolve buona parte del problema, e la posizione conta quanto il modello: la finestra resta la destinazione più richiesta in qualunque casa. I fissaggi vanno ricontrollati ogni pochi mesi, perché con l’uso si allentano.
Il divano e i punti da graffiare
Il graffio non è un dispetto ed è impossibile da eliminare: serve a mantenere le unghie, a stirare la schiena e a lasciare un segno visibile e olfattivo. La strategia è spostarlo, non spegnerlo. I tiragraffi vanno messi dove il gatto vuole graffiare, cioè nei passaggi e vicino ai punti di riposo, non nel ripostiglio, e devono essere alti abbastanza da permettere l’allungamento completo del corpo. Un solo tiragraffi in tutta la casa non basta quasi mai, nemmeno con un gatto solo.
Sui mobili già presi di mira si lavora in parallelo, rendendo la superficie meno interessante mentre si offre l’alternativa. Una protezione trasparente per divano da 300 centimetri copre il periodo di transizione senza rovinare il tessuto, e va tolta quando l’abitudine si è spostata. Le ragioni per cui il gatto graffia il divano sono le stesse in tutte le razze, e non hanno niente a che vedere con la disobbedienza.
Lettiera, finestre e sicurezza
Sulla lettiera le regole sono note e vengono disattese sempre allo stesso modo: una vaschetta per gatto più una, in stanze diverse, lontane da cibo e passaggi rumorosi, pulite due volte al giorno. La vaschetta va scelta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza contare la coda, e per un adulto di questa taglia significa spesso uscire dalle misure standard. Una lettiera premium in bentonite da 10 litri resta la scelta più neutra come substrato.
Sulla sicurezza il punto sono le finestre. Un gatto atletico e curioso arriva ovunque, e le finestre a vasistas restano una delle cause più frequenti di incidente domestico grave: servono reti fissate su telaio, non zanzariere a pressione. Vanno messi in conto anche i piccoli oggetti manipolabili, perché un gatto che gioca con elastici e fili finisce prima o poi per ingerirne uno, ed è un’emergenza chirurgica. Elastici, spaghi e sacchetti vanno tenuti chiusi in un cassetto.
Le assenze: come organizzare la giornata
In una razza che non tollera bene la solitudine, l’organizzazione della giornata conta quanto l’arredo. Le cose che funzionano sono poche e concrete: una sessione di gioco prima di uscire, cibo distribuito in più punti o dentro giochi di manipolazione, un punto di osservazione sulla finestra e, dove è possibile, un secondo gatto compatibile. Una casa vuota e piatta per dieci ore al giorno resta l’ambiente peggiore per un Ocicat.
I segnali di un gatto che non regge le assenze sono riconoscibili: vocalizzazioni insistenti quando si esce, comportamenti distruttivi concentrati nelle prime ore, richieste eccessive al rientro. Non sono dispetti ma sintomi, e ignorarli non li risolve. Le cause e le contromisure sono le stesse descritte in perché il gatto miagola quando esco, e vanno affrontate prima che il comportamento si consolidi. Prima di attribuire tutto alla noia conviene comunque escludere un problema medico.