Maobau

Carattere e convivenza in famiglia del Ragamuffin

Ragamuffin bianco e nero dal pelo folto

Foto: Takashi Hososhima from Tokyo, Japan · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

La docilità è l’unico estremo ammesso dallo standard

Nella maggior parte delle razze feline il carattere è una nota di colore in fondo allo standard. Qui è il carattere di razza: gli allevatori che nel 1994 lasciarono la IRCA hanno continuato a selezionare per tolleranza, e le descrizioni ufficiali parlano di un gatto dolce, fiducioso, fatto per stare addosso alle persone. La CFA lo definisce socievole e facile, il GCCF britannico è ancora più netto e scrive che la mansuetudine è l’unico eccesso consentito in questa razza.

Tradotto nella vita di casa significa un gatto che si lascia prendere in braccio senza irrigidirsi, che segue di stanza in stanza e che protesta poco quando viene spostato. È un profilo comodo, e proprio per questo va detto il rovescio: un animale che non alza la voce ha bisogno di un proprietario che osservi al posto suo. Le richieste arrivano piano, e chi si aspetta un gatto che si fa sentire rischia di accorgersi tardi di quello che non va.

Con bambini, cani e altri gatti

La tolleranza rende la convivenza più semplice, ma non elimina i passaggi obbligati. Due gatti che si trovano in casa senza preparazione litigano quale che sia il pedigree, e la procedura di inserimento graduale, con separazione iniziale, scambio di odori e primi incontri brevi, resta quella descritta in come presentare due gatti. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo, senza però sostituire la gestione degli spazi e delle risorse.

Con i bambini il rischio si rovescia rispetto ad altre razze. Un gatto che non si sottrae e non graffia viene manipolato più a lungo e più liberamente, e finisce per subire in silenzio situazioni che un europeo avrebbe interrotto da solo. Valgono quindi con più rigore le regole descritte per il gatto e i bambini: vie di fuga sempre aperte, nessun obbligo di farsi tenere in braccio, un adulto presente. La pazienza del gatto non è un permesso.

Con i cani il rapporto dipende quasi solo dal cane, perché il Ragamuffin non fugge e non si impone. Un cane che insegue crea un problema serio proprio per questo motivo, mentre uno abituato ai gatti convive senza attriti. In tutti i casi servono ripiani e nicchie dove il gatto possa stare senza essere raggiunto, e la fase critica sono le prime due settimane: il gatto deve poter uscire da ogni stanza in cui il cane entra, senza dover passare accanto a lui.

Attaccamento alle persone e ore da solo

È una razza che sceglie la compagnia, non l’indipendenza. I soggetti tipici stanno nella stanza dove c’è qualcuno, si sistemano vicino invece che sopra e accolgono chi rientra alla porta. Il corrispettivo è che le assenze lunghe pesano più che in altre razze, e una casa vuota dieci ore al giorno resta un ambiente povero anche quando cibo e lettiera sono in ordine. Le contromisure realistiche sono poche e note: risorse distribuite in più stanze, routine fissa e qualcosa da guardare dalla finestra.

Chi lavora fuori casa può ridurre il problema con tre accorgimenti pratici: orari regolari per pasti e gioco, punti di riposo caldi e comodi in più stanze, e attività che il gatto possa usare da solo senza dipendere da una persona. Una cuccia morbida e lavabile vicino a una finestra funziona meglio di qualunque struttura elaborata, perché unisce il calore alla possibilità di guardare fuori. La prevedibilità vale più della quantità di tempo passato insieme.

Quando la calma nasconde qualcosa

Il limite di un gatto molto tollerante è che i segnali di malessere arrivano attenuati. Il dolore nel gatto è storicamente sottovalutato perché si manifesta con riduzione dei movimenti, posture rigide e cambi di abitudine più che con lamenti, e in un soggetto che di suo non protesta la soglia di allarme del proprietario si alza pericolosamente. Un gatto fermo non è un gatto sereno, e la differenza si legge nei dettagli quotidiani più che nell’espressione del muso.

Le cose da guardare sono concrete: salti evitati, toelettatura che diminuisce o si concentra in un punto, appetito che cala, un gatto che comincia a stare in posti nuovi e riparati. Quest’ultimo è il segnale più frequente e il più frainteso, come spiega la scheda su perché il gatto si nasconde. In una razza selezionata per non reagire, tenere un diario grossolano di peso e abitudini vale più di qualunque impressione a memoria.

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