Maobau

Cura del pelo e salute dell’Europeo

Gatto europeo rosso tigrato con il collarino

Foto: Lance 94 (Sebastian Rosa) · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Dieci minuti a settimana di mantello

Lo standard descrive un pelo corto e denso, elastico e lucido, e questo si traduce in una manutenzione minima: una passata di pettine a settimana toglie il pelo morto prima che finisca sui divani o nello stomaco del gatto. Nelle due mute stagionali conviene salire a due o tre volte, perché il sottopelo si stacca in blocco. Un pettine e spazzola per cani e gatti copre tutta la vita dell’animale, e costa meno di una visita per un bolo di pelo che non passa.

Il pelo ingerito è l’unico problema di mantello che l’europeo condivide con tutti gli altri gatti: quando l’accumulo diventa eccessivo compaiono conati e vomito ripetuti, argomento trattato in i boli di pelo nel gatto. Una perdita di pelo diversa dal solito, a chiazze o accompagnata da prurito, non è invece una questione di spazzola: dietro ci possono essere parassiti, allergie o un leccamento eccessivo di origine comportamentale, e la differenza la fa il veterinario guardando la cute, non il proprietario cambiando pettine.

Nessuna malattia di linea, ma non un gatto invulnerabile

Il vantaggio sanitario dell’europeo è reale e ha un nome preciso: variabilità genetica. Le razze molto selezionate partono da pochi fondatori e trascinano con sé le mutazioni presenti in quel gruppo iniziale, mentre la popolazione dei gatti comuni conserva una diversità più ampia. Uno studio di genetica di popolazione pubblicato su PLOS Genetics su oltre undicimila gatti ha misurato un’eterozigosità mediana più alta nei gatti senza pedigree rispetto a quelli di razza, e International Cat Care scrive che le malattie ereditarie sono più frequenti nei gatti di razza.

Questo non significa che l’europeo sia esente da tutto. Lo stesso studio ha trovato alcune varianti di malattia soltanto nei gatti senza pedigree, e la mutazione responsabile del deficit di piruvato chinasi, un’anemia emolitica ereditaria, è stata identificata anche nei comuni gatti domestici a pelo corto e lungo oltre che in una decina di razze. La differenza è che nell’europeo non esiste una predisposizione di linea forte da cercare prima dell’acquisto: non c’è un test obbligatorio, c’è la medicina preventiva ordinaria.

Vaccini, parassiti, sterilizzazione

Le linee guida AAHA e AAFP considerano fondamentali per tutti i gatti i vaccini contro panleucopenia, herpesvirus e calicivirus, ai quali si aggiungono la rabbia secondo le norme locali e la leucemia felina almeno nel primo anno di vita. Il ciclo del gattino parte non prima delle sei settimane e si ripete ogni tre o quattro settimane fino alle sedici-venti; da adulto il richiamo del trivalente si colloca di norma ogni tre anni. Il quadro pratico è in i vaccini del gatto.

Sui parassiti la regola è che anche il gatto che non esce può ospitarli, perché pulci e uova viaggiano sulle scarpe, e il calendario si costruisce sullo stile di vita: un gatto che esce e caccia va trattato molto più spesso di uno che non lascia mai il pianerottolo. La sterilizzazione, secondo International Cat Care, andrebbe fatta di routine intorno ai quattro mesi, prima della maturità sessuale: evita cucciolate non volute e riduce le fughe, i combattimenti e i contagi che ne derivano.

Peso e denti: qui si perde davvero

Le due cose che accorciano la vita di un gatto comune non sono ereditarie. La prima è il sovrappeso, che dopo la sterilizzazione arriva in fretta perché il fabbisogno cala mentre la razione resta la stessa; l’eccesso di grasso aumenta il rischio di diabete e peggiora l’artrosi, e si corregge solo pesando la razione e riducendola a piccoli passi. Un chilo di troppo su un gatto corrisponde a molti chili su una persona, e si vede solo pesandolo.

La seconda è la bocca. Gengiviti e malattia parodontale sono diffusissime e restano invisibili finché il gatto non smette di masticare da un lato o inizia a rifiutare il secco; le abitudini che aiutano sono in i denti del gatto. Terzo punto, banale ma decisivo per i reni e le vie urinarie: bere. Molti gatti bevono di più se l’acqua è in movimento, e una fontanella in acciaio inox da 2,6 litri è più facile da tenere pulita di quelle in plastica.

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