Maobau

Origine e storia dell’Europeo

Gatto europeo rosso tigrato con il collarino

Foto: Lance 94 (Sebastian Rosa) · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Il gatto che nessuno ha progettato

L’europeo è l’unica razza felina che si incontra per strada. La scheda ufficiale della FIFe lo dice in modo quasi disarmante: l’europeo corrisponde a quel tipo di gatto domestico che si è sviluppato in modo naturale, cioè senza essere stato sottoposto a regole particolari di allevamento. Non c’è un fondatore, non c’è una mutazione da fissare, non c’è un allevatore che a un certo punto abbia deciso come doveva venire. C’è un gatto che ha attraversato l’Europa vivendo accanto alle persone e adattandosi ai climi e alle case che trovava.

La selezione che lo ha formato è stata pratica prima che estetica. Per secoli il gatto è stato tenuto nelle case, nei magazzini e sulle navi perché cacciava topi, e chi sopravviveva agli inverni, alle malattie e alla concorrenza degli altri gatti lasciava figli. Il risultato è un animale robusto e proporzionato, senza estremizzazioni: nessuna parte del corpo è stata spinta oltre il punto in cui serve. È la ragione per cui è difficile dire che cosa lo renda una razza. La spinta predatoria, però, è rimasta intatta anche in chi non ha mai visto un topo, e in appartamento si scarica sul gioco con una bacchetta con piume.

Due date di riconoscimento e una lunga confusione

La scheda di razza pubblicata dalla FIFe riporta due date di riconoscimento, 1949 e 1981, e colloca l’europeo nella terza categoria, quella dei gatti a pelo corto. Le due date raccontano un percorso: per molto tempo i gatti di questo tipo sono stati registrati e giudicati insieme ad altre razze a pelo corto europee, finché non hanno ottenuto una scheda propria con un proprio standard. La razza esiste per documentare un gatto già esistente, non per crearne uno nuovo, e questo la rende un caso particolare fra le razze feline.

Lo stesso documento aggiunge una frase che pesa più di quanto sembri: l’europeo ideale si presume totalmente privo di incroci con altre razze. Non è una nota di stile ma una regola di lavoro, perché la razza si difende solo tenendo fuori il tipo delle altre. Fra i difetti che escludono il certificato lo standard elenca esplicitamente qualunque evidenza di incrocio, e specifica che le varietà di colore derivate da incroci con altre razze non sono ammesse.

Che cosa chiede lo standard

La testa è piuttosto grande e dà l’impressione di essere rotonda, pur essendo di poco più lunga che larga; fronte e cranio sono leggermente arrotondati, le guance ben sviluppate ma senza pieghe pendenti. Il naso è dritto, di lunghezza media e uniformemente largo, e il passaggio verso la fronte è segnato solo da una lieve rientranza fra gli occhi: uno stop netto è un difetto che esclude il certificato. Le orecchie sono medie, leggermente arrotondate in punta, con altezza pari alla larghezza della base.

Gli occhi sono rotondi e aperti, ben distanziati e leggermente obliqui, di colore verde, ambra o blu, con la possibilità di occhi impari. Il corpo è robusto, forte e muscoloso, mai raccolto e tozzo, con torace rotondo e ben sviluppato; troppo cobby e troppo esile sono entrambi difetti. Il pelo è corto e denso, elastico e lucido, e un mantello lungo o lanoso esclude il certificato. Un pettine con spazzola per gatti basta e avanza per mantenerlo.

Europeo, soriano e meticcio non sono sinonimi

«Soriano» non indica una razza ma un disegno del mantello, quello tigrato: un gatto soriano può essere un europeo con pedigree oppure un gatto senza documenti, esattamente come un gatto nero. «Meticcio» o «gatto comune» indica invece un animale la cui ascendenza non è registrata da nessuna parte. La differenza sta nei registri, non nel gatto: un europeo iscritto ha genitori documentati e conformi allo standard, un gatto raccolto in colonia ha la stessa aria e nessun documento.

Vale la pena tenere separate le due cose senza farne una gerarchia. Chi cerca un gattino non ha bisogno di un pedigree per avere un buon gatto, e i canili e le colonie ne hanno molti che aspettano; chi invece vuole partecipare alle esposizioni ha bisogno di documenti, perché senza iscrizione l’europeo non entra in ring. Sul resto della vita insieme, dalla longevità alle abitudini, valgono le regole che si applicano a qualunque gatto, come si vede in quanto vive un gatto e in il gatto in appartamento.

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