Accessori consigliati per l’Australian Mist

Foto: Regis2007 · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Tre criteri e una lista corta
Il primo criterio è la stabilità. Un gatto che salta e atterra mette alla prova piattaforme e ripiani, e una struttura che oscilla al primo utilizzo viene abbandonata e non viene più ripresa: servono base larga, materiali densi e fissaggi seri, non l’estetica del catalogo. Il secondo è la lavabilità, perché tutto quello che non si sfodera e non va in lavatrice diventa impraticabile in poche settimane. Il terzo è la sicurezza, e riguarda soprattutto i giochi con fili, che non vanno mai lasciati a terra.
Vale poi una considerazione che riguarda proprio questa razza: essendo un gatto che vive stabilmente in casa, gli accessori non sono un contorno ma l’ambiente in cui passa tutta la vita. Meglio pochi oggetti buoni e ben posizionati che molti oggetti economici sparsi a caso. Un punto alto stabile, una superficie da graffiare che regga la trazione, una lettiera abbastanza grande, un trasportino serio e due o tre punti di riposo lavabili coprono praticamente tutto il necessario.
Strutture verticali e superfici da graffiare
Se si potesse comprare una cosa sola sarebbe una struttura alta e stabile. Un albero per gatti da 112 centimetri è la misura giusta per un gatto di taglia media e offre punti di osservazione a più livelli, che è quello che serve in una stanza dove il gatto passa gran parte della giornata. Sul graffio serve un palo che permetta l’allungamento completo, come un tiragraffi verticale in sisal da 80 centimetri: il confronto fra le tipologie è nella guida ai migliori tiragraffi per gatti.
Va affiancata almeno una superficie orizzontale, perché molti gatti graffiano anche da sdraiati. Un cartone reversibile costa pochi euro, si gira quando un lato è consumato e si sostituisce senza rimpianti. La regola vale più del modello: i punti da graffiare vanno distribuiti nei passaggi e vicino alle zone di riposo, perché il gatto graffia al risveglio e all’ingresso in una stanza, non nell’angolo dove abbiamo deciso noi.
Lettiera, paletta e gestione dello sporco
La vaschetta va scelta lunga almeno una volta e mezza il gatto senza la coda, e questo spesso significa uscire dagli scaffali dedicati. Sul substrato la scelta è fra agglomerante classico e vegetale: una lettiera vegetale da 20 litri è più leggera da movimentare e più semplice da smaltire. Il confronto completo fra i materiali, con i pro e i contro reali di ciascuno, è nella guida alle migliori lettiere per gatti.
Sugli attrezzi la differenza la fanno due oggetti. Una paletta in alluminio a fori larghi setaccia in fretta senza piegarsi e dura anni, mentre un tappetino in silicone trattiene il granulato prima che finisca in corridoio. Una lettiera pulita due volte al giorno previene metà dei rifiuti, e con più gatti in casa la regola resta una vaschetta a testa più una, distribuite in stanze diverse e non allineate nello stesso angolo.
Riposo e trasportino
Per il riposo servono più punti in stanze diverse, almeno uno a terra e uno in alto, tutti lavabili, perché un gatto ruota fra i posti nel corso della giornata e della stagione. Una cuccia a ciambella da 50 centimetri a terra e un’amaca da termosifone per l’inverno coprono le due esigenze principali senza occupare spazio utile. Il confronto fra le tipologie e i materiali è nella guida alle migliori cucce per gatti.
Il trasportino va scelto sulla visita più difficile, non sulla comodità di trasporto. Un trasportino rigido con omologazione IATA si apre dall’alto oltre che dal fronte e si separa a metà, così il gatto può restare nella parte inferiore durante la visita invece di essere estratto a forza. È un dettaglio che cambia completamente il livello di stress di una visita, e in un gatto che vive in casa e esce solo per il veterinario conta ancora di più.