Gioco e stimoli consigliati per l’Australian Mist

Foto: Regis2007 · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Il gioco è caccia, e la caccia ha una sequenza
Le linee guida AAFP e ISFM elencano fra i pilastri di un ambiente sano l’opportunità di giocare e di esprimere il comportamento predatorio. La sequenza di caccia ha una struttura precisa, individuazione, appostamento, inseguimento, cattura, e un gioco che si interrompe a metà lascia il gatto più eccitato di prima. Ogni sessione deve finire con una cattura, seguita possibilmente da un piccolo pasto: è quello che chiude il ciclo e porta al riposo, ed è anche il modo più semplice di spostare l’attività alla sera.
In un gatto che non esce, il gioco guidato è la sola occasione di esprimere quella sequenza per intero, quindi non è un passatempo ma un bisogno. Servono sessioni condotte da una persona, in cui il movimento imita una preda che si nasconde e riappare, con pause di appostamento e traiettorie che si allontanano dal gatto. Dieci minuti due volte al giorno sono il minimo praticabile, e vanno mantenuti anche quando l’adulto diventa più tranquillo e smette di chiederli.
Bacchette, sessioni brevi e regole di sicurezza
La bacchetta con le piume resta lo strumento più efficace perché mette distanza fra la mano e i denti e permette di controllare il ritmo. Un set di bacchette e giochi con piume copre bene la varietà necessaria, dato che le preferenze di forma e di movimento sono individuali e cambiano nel tempo. La regola d’oro è muovere l’oggetto lontano dal gatto e mai verso di lui, alternando scatti e fermate: un movimento continuo stanca senza soddisfare e spegne l’interesse in pochi minuti.
Due avvertenze contano più di qualunque consiglio di gioco. Le bacchette con fili e piume vanno riposte dopo l’uso, perché fili e nastri ingeriti sono fra le emergenze chirurgiche più frequenti nel gatto e un filo teso nell’intestino è una situazione grave. E il puntatore laser va usato con cautela o evitato, perché non permette nessuna cattura reale e in molti soggetti genera frustrazione; se proprio lo si usa, va chiuso facendolo atterrare su un oggetto fisico che il gatto possa prendere.
Tunnel, scatole e giochi di manipolazione
Fra un gioco guidato e l’altro serve materiale che il gatto possa usare da solo, soprattutto in una razza che passa molte ore in casa senza compagnia. I tunnel funzionano perché combinano nascondiglio e agguato, e un tunnel pieghevole da 130 centimetri permette un inseguimento vero e non un semplice attraversamento. Le scatole di cartone fanno lo stesso lavoro a costo zero: le ragioni per cui il gatto ama le scatole sono le stesse in tutte le razze.
I giochi di manipolazione, cioè quelli che rilasciano cibo quando vengono spinti o ruotati, spostano una parte della razione dalla ciotola all’attività e sono particolarmente indicati qui, dove tenere il peso sotto controllo ha una ragione in più. Anche una palla interattiva a movimento automatico ha senso in questa logica, purché resti un complemento e non il sostituto della sessione con la persona. L’attività distribuita vale più di un picco serale.
Il segnale che il piano non funziona è chiaro: un gatto che smette di giocare del tutto. Non è mai una fase e non diventa un tratto caratteriale a cinque anni; prima di rassegnarsi conviene escludere dolore, sovrappeso, problemi articolari e cali della vista. La casistica completa, comprese le cause comportamentali e quelle legate a un ambiente povero di stimoli, è raccolta in perché il gatto non gioca, e vale la pena leggerla prima di cambiare giocattolo.
Il gatto che dorme troppo
In una razza che da adulta diventa tranquilla, la linea fra il riposo normale e l’inattività da noia è sottile. Il gatto dorme molto per fisiologia, ma un animale che non gioca mai, non esplora e non reagisce a uno stimolo nuovo non è calmo: è un gatto senza niente da fare. La distinzione fra le due situazioni, con i criteri per riconoscerle, è descritta in perché il gatto dorme tutto il giorno e merita attenzione più che rassicurazione.
Le contromisure sono banali e costano poco: cambiare la disposizione dei giochi ogni settimana invece di lasciarli sempre a terra, nascondere una parte della razione in punti diversi della casa, aprire una finestra protetta su una vista interessante, aggiungere un ripiano nuovo in un percorso già conosciuto. La novità controllata è il primo motore dell’attività in un gatto che non esce, e serve dosata: troppa insieme produce stress invece di stimolo.