Carattere e convivenza in famiglia dell’Australian Mist

Foto: Regis2007 · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Un temperamento selezionato di proposito
Nella maggior parte delle razze il carattere è un effetto collaterale della selezione sull’aspetto. Qui è il contrario: Truda Straede aveva messo la socievolezza fra gli obiettivi iniziali, e i registri di razza continuano a indicarla come criterio di selezione insieme alla salute. TICA descrive l’Australian Mist come un gatto tranquillo ed estremamente socievole, tollerante al maneggiamento e poco incline a graffiare. Il GCCF britannico usa parole quasi identiche e lo consiglia per famiglie con bambini piccoli e per persone anziane.
Nella pratica quotidiana significa un gatto che cerca il contatto invece di limitarsi a tollerarlo. Sta volentieri in braccio, si lascia spostare, accetta di essere preso in mano anche da chi non è di casa, e reagisce al fastidio allontanandosi piuttosto che con la zampa. Non è un gatto che si difende per primo, ed è proprio questa la caratteristica su cui la razza è stata costruita. Chi cerca un gatto indipendente e distaccato guarderà altrove, perché qui la richiesta di compagnia è alta.
Gattini vivaci, adulti tranquilli
C’è una curva che gli allevatori descrivono con costanza: da cuccioli sono vivacissimi e curiosi, da adulti diventano nettamente più calmi. È utile saperlo perché evita due errori opposti. Il primo è comprare un gattino scatenato pensando che resterà così e restare delusi; il secondo è giudicare la razza troppo pigra guardando un adulto di cinque anni sul divano. La transizione avviene di solito fra il primo e il secondo anno e non dipende dalla sterilizzazione, che la anticipa soltanto in parte.
L’errore da evitare, con un adulto tranquillo, è smettere di proporgli attività. Un gatto che si adatta a stare fermo lo fa anche quando gli farebbe bene muoversi, e il risultato arriva sulla bilancia. Due sessioni di gioco al giorno vanno mantenute per tutta la vita, non solo nel primo anno: sono lo strumento più efficace per tenere il peso sotto controllo in una razza che, come si vede più avanti, ha un motivo in più per non ingrassare.
Con bambini, anziani, cani e altri gatti
La tolleranza al maneggiamento rende questa razza una delle poche davvero adatte a una casa con bambini piccoli, ma la regola non cambia: vie di fuga sempre disponibili, nessun obbligo di farsi prendere in braccio e supervisione finché il bambino non ha imparato a leggere i segnali. L’impostazione giusta del rapporto è quella descritta per il gatto e i bambini, e vale anche quando il gatto sembra sopportare tutto, perché la sopportazione non è consenso.
Con gli altri animali l’inserimento resta l’unica variabile che conta davvero. Due gatti messi uno davanti all’altro senza preparazione litigano quale che sia il pedigree, e la procedura di presentazione graduale con separazione iniziale, scambio di odori e risorse doppie è quella descritta per presentare due gatti. Nelle prime settimane un diffusore di feromoni Feliway Classic riduce la tensione di fondo, ma non sostituisce il lavoro sugli spazi.
La compagnia non è un optional
Il rovescio della socievolezza è prevedibile: un gatto selezionato per stare con le persone soffre quando le persone non ci sono. Gli allevamenti lo dicono apertamente e molti sconsigliano la razza a chi passa fuori casa dieci ore al giorno, oppure suggeriscono di prendere due soggetti insieme. I segnali di disagio sono i soliti: vocalizzazioni prolungate all’uscita, accoglienze eccessive al rientro, comportamenti ripetitivi, a volte eliminazioni fuori dalla cassetta o leccamento insistente su una zona sola.
La risposta utile non è un secondo gatto preso d’istinto, che se inserito male peggiora le cose, ma un lavoro sulla prevedibilità della giornata e sull’ambiente: orari stabili, un rituale di uscita sempre uguale, materiale da usare da solo nelle ore vuote. Le strategie che funzionano sono raccolte in il gatto lasciato solo. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri e un set di bacchette con piume usato a orari fissi coprono buona parte del fabbisogno.