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Cura del pelo e salute dell’Australian Mist

Australian Mist maculato disteso su un telo bianco

Foto: Regis2007 · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons

Un pelo corto e senza sottopelo

Il mantello è corto, fine, lucido e privo di sottopelo, e questa è la ragione per cui la razza perde poco pelo rispetto alla media. La manutenzione si riduce a una passata settimanale con una spazzola con pettine per gatti a pelo corto, che serve soprattutto a controllare la pelle: è il momento in cui si scoprono croste, noduli, zone dolenti e parassiti. Una caduta a chiazze non è mai normale, e le cause per cui il gatto perde il pelo sono le stesse in tutte le razze.

Va detto con chiarezza che perdere poco pelo non significa essere ipoallergenici. L’allergene principale del gatto è una proteina della saliva e delle ghiandole cutanee che si deposita sul pelo e da lì passa nell’aria e sui tessuti, quindi nessuna razza è davvero anallergica. Un mantello che rilascia meno peli riduce il veicolo, non la sostanza. Chi ha una persona allergica in casa deve ragionare sulle misure ambientali descritte parlando di allergie del gatto, non sulla scelta della razza.

Deficit di piruvato chinasi e gruppo sanguigno

Il deficit di piruvato chinasi è una anemia ereditaria autosomica recessiva legata a un enzima dei globuli rossi, con episodi intermittenti di letargia, debolezza, calo di peso e talvolta ittero. La UC Davis segnala la variante con frequenza significativa nell’abissino, uno dei tre rami fondatori, e il test si esegue su un semplice tampone boccale. La politica di allevamento del GCCF britannico lo rende obbligatorio per tutti i riproduttori di Australian Mist, e finora i soggetti registrati sono risultati normali.

La seconda voce riguarda il gruppo sanguigno. Nel gatto il sistema AB conta soprattutto in riproduzione: una madre di gruppo B accoppiata con un maschio di gruppo A può produrre gattini che assumono con il colostro anticorpi diretti contro i propri globuli rossi, una condizione chiamata isoeritrolisi neonatale che uccide i cuccioli nei primi giorni. Per questo la tipizzazione dei riproduttori è fortemente raccomandata: si previene solo conoscendo i gruppi prima dell’accoppiamento, non dopo.

L’ipokaliemia dei burmesi

È la voce più specifica di questa razza e viene dal ramo burmese. Una mutazione nel gene WNK4 causa una miopatia ipokaliemica a trasmissione autosomica recessiva: il potassio nel sangue scende e compaiono episodi di debolezza muscolare, più evidenti sui muscoli del collo, con la testa che si abbassa e il gatto che fatica a tenerla sollevata, a volte con andatura incerta. La UC Davis elenca esplicitamente l’Australian Mist fra le razze in cui la variante è presente e offre il test genetico.

Sono due le cose che servono per inquadrarla bene. La prima è che non è una condanna: i gatti colpiti si gestiscono nella maggior parte dei casi con integrazione di potassio nella dieta, sotto controllo veterinario, e la malattia non è di norma fatale. La seconda è che si elimina in una sola generazione, perché basta non accoppiare mai due portatori. Le linee di razza che dichiarano di aver testato riferiscono di non aver trovato soggetti positivi, ma il test resta raccomandato quando si usano incroci con burmesi.

Diabete, retina e controlli di routine

Il burmese è la razza con la predisposizione al diabete mellito meglio documentata: uno studio australiano su oltre dodicimila gatti seguiti per cinque anni ha rilevato 22,4 casi ogni mille soggetti nei burmesi contro 7,6 nei gatti comuni a pelo corto e lungo. Non esiste un dato equivalente per l’Australian Mist, ma metà del suo patrimonio genetico viene da lì, e il fattore di rischio su cui si può intervenire è sempre lo stesso, cioè il peso. I segnali iniziali e gli esami da fare sono descritti in il diabete del gatto.

Dal ramo abissino arriva invece l’atrofia progressiva della retina rdAc, legata al gene CEP290 e anch’essa autosomica recessiva: secondo la UC Davis la degenerazione si rileva verso i sette mesi e la cecità arriva fra i tre e i cinque anni. Il test è raccomandato quando si introducono abissini negli incroci. Per il resto valgono i controlli di qualunque gatto, con visita annuale da adulto e più ravvicinata dopo i sette anni, e una fontanella in acciaio da 2,6 litri aiuta a tenere alto l’apporto idrico.

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