Tonkinese: la vita in appartamento

Foto: Angela Thomas from Sydney, NSW, Australia · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Quanti metri servono e come si usano
Il tonkinese vive bene in appartamento e non ha bisogno di grandi superfici, ma ha bisogno di altezza. Un gatto arrampicatore misura la casa in volumi, non in metri quadrati, e due locali organizzati in verticale valgono più di quattro locali arredati solo a terra. La differenza si vede nel comportamento: un gatto che può salire scende di tensione, perché dall’alto controlla la stanza e non deve difendere il proprio spazio a livello del pavimento.
In pratica servono due o tre percorsi che portino in alto senza salti impossibili, con appoggi intermedi e superfici che non scivolino. Un albero da 143 centimetri davanti alla finestra copre la richiesta principale, e delle mensole da parete completano il percorso dove non c’è spazio a terra. Se il gatto sale comunque sui mobili proibiti, il problema è che l’alternativa legale non è abbastanza alta o abbastanza interessante: le ragioni sono in perché il gatto sale sui mobili.
Finestre, balconi e sicurezza
Una razza curiosa e vocale che vuole partecipare a tutto è anche una razza che segue gli uccelli fino al davanzale. Le finestre a vasistas sono la trappola più pericolosa perché il gatto si infila nello spiraglio inclinato e resta bloccato dal bacino in giù, con conseguenze che possono essere fatali: servono le protezioni apposite oppure la regola di non lasciarle mai in quella posizione. Le zanzariere normali non reggono il peso di un gatto che si appoggia, quindi vanno sostituite con reti tese su telaio.
Il balcone va chiuso con una rete alta e fissata bene, senza contare sul buon senso dell’animale: un gatto che insegue un insetto non calcola l’altezza. Il rientro spontaneo non è un piano di sicurezza. Le piante vanno controllate una per una perché diverse specie comuni da appartamento sono tossiche, e i fili elettrici vanno raccolti: questa razza mastica gli oggetti più di altre, e la tendenza a ingerire materiali non alimentari è descritta in perché il gatto mangia la plastica.
Il caldo, il freddo e i posti dove dorme
Senza sottopelo apprezzabile, il tonkinese cerca il caldo con insistenza. In inverno lo si trova sui termosifoni, sopra i dispositivi elettronici accesi e nei punti di sole, e assecondarlo costa poco: un’amaca da termosifone o una cuccia a ciambella in un angolo riparato tolgono il gatto dai piani di lavoro della cucina e gli danno un posto stabile. La regola non è comprare molto, è offrire scelta fra superfici diverse per altezza e temperatura.
Sul sonno, le aspettative vanno calibrate. Un gatto adulto dorme molte ore distribuite in cicli brevi e il tonkinese non fa eccezione, anche se il tempo di attività è più alto della media perché la razza è vivace fino in età avanzata. Quello che cambia è dove: questo gatto tende a dormire addosso alle persone e a spostarsi con loro nell’arco della giornata. Le abitudini normali e quelle che meritano un controllo sono in quanto dorme un gatto.
Lettiera, odori e gestione quotidiana
La regola numerica è una lettiera per gatto più una, in punti diversi della casa, in modo che nessuno resti bloccato da un altro animale o da una porta chiusa. La vaschetta deve essere lunga almeno una volta e mezza il gatto dal naso alla base della coda, il substrato fine e non profumato, alto tre o quattro centimetri. La pulizia quotidiana conta più del tipo di sabbia: una lettiera sporca è la prima causa di eliminazione fuori posto.
Il posizionamento va pensato come lo pensa il gatto: lontano dalle ciotole, lontano dalla lavatrice e dagli elettrodomestici rumorosi, in un punto con due vie di uscita. Un cambio di substrato va fatto mescolando il nuovo al vecchio per qualche giorno, mai da un giorno all’altro. Se un tonkinese abituato smette di usare la vaschetta, la prima ipotesi non è il dispetto ma un problema medico o gestionale, con la casistica riassunta in perché il gatto non usa la lettiera.