Carattere e convivenza in famiglia dell’Ukrainian Levkoy

Foto: Alena Ivanchuk · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Socievole, presente, poco adatto alle case vuote
Le descrizioni della razza concordano su un punto: è un gatto amichevole, giocherellone e molto orientato alle persone, che accetta volentieri la compagnia di altri animali domestici e che regge male la solitudine prolungata. Chi arriva da un gatto indipendente trova un animale diverso, che segue, che si infila e che chiede. Una parte di quell’insistenza è termoregolazione: un corpo senza mantello disperde calore, e la persona seduta sul divano è la fonte più comoda disponibile in casa.
Questo significa che la razza va male in una casa vuota dieci ore al giorno e bene in una famiglia con orari prevedibili. Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto mettono fra i pilastri un’interazione umana positiva e coerente, e qui il criterio va preso alla lettera. I segnali di un gatto che regge male le assenze, dalle vocalizzazioni alle accoglienze esagerate, sono raccolti in il gatto lasciato solo e in questa razza compaiono presto.
Un orecchio ripiegato comunica meno
C’è un aspetto che quasi nessuno racconta e che riguarda la convivenza fra gatti. Il padiglione auricolare è uno dei segnali visivi più usati nella comunicazione felina: orecchie ruotate all’indietro, appiattite o dritte in avanti dicono cose diverse a distanza, e servono a evitare lo scontro prima che cominci. Un orecchio ripiegato e meno mobile rende quel segnale più difficile da leggere, sia per gli altri gatti sia per le persone che convivono con lui.
La conseguenza non è drammatica ma va gestita: si guardano gli altri indicatori, cioè la coda, la postura, la posizione dei baffi e la pupilla, e ci si prende più tempo negli inserimenti. Il repertorio completo dei segnali, comprese le posizioni del padiglione nel gatto normale, è descritto in cosa dicono le orecchie del gatto. Vale anche il contrario: un Levkoy può non ricevere il messaggio di un altro gatto se è impegnato a osservare da lontano, quindi gli spazi di fuga contano più del solito. Nelle presentazioni conviene seguire la procedura graduale di sempre, con separazione iniziale, scambio di odori e nessuna scorciatoia sui tempi.
Con i bambini e con gli altri animali: due fragilità insieme
Il carattere non crea problemi, il corpo sì, e le fragilità da tenere presenti sono due. La prima è la pelle: senza mantello un’unghia, un anello o una presa maldestra lasciano un segno che resta visibile per giorni. La seconda riguarda le articolazioni, che in questa razza vanno considerate delicate per via del gene dell’orecchio piegato. Niente prese sotto le ascelle e niente giochi che tirino zampe o coda, che spesso è più corta e rigida del normale.
Tradotto in regole di casa, valgono le indicazioni generali su il gatto e i bambini, con l’aggiunta di due divieti espliciti: non lo si solleva per divertimento e non lo si costringe a saltare per farlo esibire. Con i cani il rapporto dipende quasi solo dal cane, ma le zuffe amichevoli che con un gatto peloso finiscono senza conseguenze qui lasciano graffi sulla cute, quindi le unghie di tutti gli animali di casa vanno tenute corte.
Dove va a finire quando non lo trovi
Un gatto che cerca calore per necessità sceglie posti che gli altri ignorano: sotto il piumone, dentro il cesto della biancheria, nel cestello di lavatrice e asciugatrice, dietro il frigorifero, sopra il decoder. La lista è la stessa per tutte le razze nude e va imparata a memoria, perché si guarda dentro prima di chiudere qualunque sportello. Nelle prime settimane in una casa nuova un diffusore di feromoni facciali riduce la tensione di fondo mentre l’animale prende le misure.
L’altra faccia della stessa abitudine è il letto. Un gatto che dorme sotto le coperte invece che sopra rischia di essere schiacciato da chi si gira nel sonno o si siede senza guardare, e non è un rischio teorico in un animale che pesa cinque o sei chili. Non serve vietare l’accesso alla camera: basta sapere dove si è infilato e offrire un’alternativa altrettanto calda, per esempio una cuccia a ciambella sistemata vicino a una fonte di calore stabile.