Gioco e stimoli consigliati per l’Ukrainian Levkoy

Foto: Alena Ivanchuk · CC BY-SA 3.0 · via Wikimedia Commons
Il gioco è caccia, e la caccia ha una sequenza
Le linee guida AAFP e ISFM sui bisogni ambientali del gatto elencano fra i pilastri l’opportunità di giocare e di esprimere il comportamento predatorio. La sequenza ha una struttura precisa, individuazione, appostamento, inseguimento e cattura, e un gioco interrotto a metà lascia l’animale più eccitato di prima. Ogni sessione finisce con una cattura, seguita possibilmente da un piccolo pasto, perché è quello che chiude il ciclo e porta al riposo invece che all’agitazione.
In questa razza il ritmo ha una particolarità: alle esplosioni di attività si alternano pause in cui il gatto torna a scaldarsi, e non sono segno di stanchezza. Conoscerlo evita due errori opposti, cioè insistere quando si è fermato e concludere che non ha voglia di giocare. Due o tre sessioni brevi al giorno a orari regolari valgono più di un unico blocco serale, e riducono in modo evidente le richieste di attenzione nel resto della giornata.
Giocare in orizzontale invece che in verticale
Qui il consiglio standard va corretto. Nei gatti con articolazioni delicate conviene spostare il gioco su un piano orizzontale, con inseguimenti lunghi lungo il corridoio e catture a terra, invece di stimolare balzi verso l’alto e atterraggi da un metro. Non si tratta di limitare l’attività, che serve, ma di sceglierne la forma: correre costa meno che atterrare, e un gatto stimolato a saltare per divertire chi guarda paga il conto anni dopo.
La bacchetta resta lo strumento migliore perché tiene le dita lontane dai denti e lascia a chi gioca il controllo del ritmo: un set di bacchette con piume copre preferenze che cambiano molto da gatto a gatto. Il movimento corretto allontana la preda dall’animale invece di portargliela addosso, con soste in cui l’oggetto sparisce. Le regole di sicurezza sono due: fili e piume vanno riposti dopo l’uso, e il puntatore laser è meglio evitarlo perché non consente nessuna cattura reale.
Nascondigli caldi, tunnel e materiali morbidi
Nelle ore in cui nessuno può giocare con lui serve materiale autonomo, e il criterio di scelta qui è doppio: deve essere interessante e deve essere riparato. Un tunnel pieghevole da 130 centimetri combina agguato e riparo dalle correnti, e le scatole di cartone fanno metà del lavoro a costo zero, con il vantaggio di trattenere il calore corporeo. Le ragioni per cui il gatto ama le scatole in questa razza pesano il doppio.
Sul materiale vale una precisazione che riguarda solo i gatti nudi: corde ruvide, sisal grezzo e superfici abrasive sfregano sulla cute scoperta e lasciano segni, quindi meglio tessuti morbidi, feltro e peluche. Il segnale che il piano non funziona è sempre lo stesso, cioè un gatto che smette di giocare del tutto, e in questa razza la prima ipotesi da escludere è il dolore articolare: la casistica completa è raccolta in perché il gatto non gioca.
Naso e cibo: gli stimoli che non chiedono salti
Quando il corpo pone dei limiti, gli stimoli che passano dal naso valgono più di quelli che passano dalle zampe. Crocchette nascoste in un tappeto, scatole con i buchi, rotoli di cartone piegati ed erba gatta offerta ogni tanto riempiono la giornata senza chiedere niente alle articolazioni. Il funzionamento dell’olfatto felino, con i suoi tempi e i suoi limiti, è spiegato in il gatto e l’olfatto ed è la leva più economica che esista.
Gli oggetti che liberano cibo quando vengono spinti spostano una quota della razione dalla ciotola all’attività e rallentano chi mangia troppo in fretta: una palla interattiva che rilascia crocchette ha senso soprattutto nelle ore in cui la casa resta vuota. In una razza con vibrisse ridotte conviene infine tenere prevedibili i percorsi notturni, evitando di spostare i mobili di continuo: la prevedibilità sostituisce l’informazione che i baffi non forniscono più.