Accessori consigliati per il Somalo

Foto: Pieter Lanser from The Netherlands · CC BY 2.0 · via Wikimedia Commons
Il pettine, prima di tutto il resto
Il mantello del somalo è fine e denso, e si gestisce con denti che arrivino fino alla cute, non con setole che scivolano in superficie. Un set con pettine e spazzola per gatti copre tutta la vita dell’animale e serve una volta a settimana, due o tre nelle mute. La differenza fra un somalo pettinato e uno no si misura in nodi dietro le orecchie, sotto le ascelle e alla base della coda.
Vale la pena abituare il gattino a farsi pettinare da subito, quando il pelo è ancora corto e il lavoro dura trenta secondi: lo standard ricorda che il mantello non è definitivo prima dei due anni, quindi c’è tutto il tempo per costruire l’abitudine. Un gatto che si lascia pettinare è anche un gatto che si lascia visitare, e questo in una razza con controlli periodici è un vantaggio che si paga da solo.
Strutture verticali, solide e ben posizionate
Un somalo usa l’altezza tutto il giorno, quindi la struttura deve essere stabile e messa dove serve: davanti a una finestra, lungo una parete di passaggio, non in un angolo cieco. Un tiragraffi da 80 centimetri con base larga copre l’esigenza di graffiare in verticale, mentre l’albero alto aggiunge le postazioni di osservazione. Il confronto per materiali, altezza e tenuta alla spinta è nella guida ai migliori tiragraffi per gatti, che aiuta soprattutto a evitare i modelli instabili.
Il sisal dura più della moquette e non lascia filamenti che il gatto ingerisce; il cartone costa poco e va bene come superficie orizzontale aggiuntiva. Due tiragraffi in due stanze riducono drasticamente la probabilità che il bersaglio diventi il divano, soprattutto se il primo viene messo accanto al punto che il gatto ha già scelto da solo. Le mensole a parete completano il percorso senza occupare pavimento, purché siano fissate con tasselli adeguati al muro.
Acqua, ciotole e lettiera
Su un gatto che ama l’acqua corrente la fontanella smette di essere un accessorio superfluo: una fontanella silenziosa da 2,2 litri aumenta l’assunzione di liquidi e diventa anche un passatempo, a patto che si smonti in trenta secondi per il lavaggio settimanale. Il confronto fra pompe, filtri e rumorosità reale è nella guida alle migliori fontanelle per gatti, che aiuta a scartare i modelli scomodi da pulire, cioè quelli che dopo un mese finiscono spenti in un angolo della cucina.
Le ciotole vanno larghe e basse, per non far toccare i vibrissi ai bordi, e tenute lontane dalla lettiera. La vaschetta conviene ampia e aperta, con substrato fine, più una paletta rigida a fori larghi e un tappetino davanti che trattenga i granuli. Il coperchio non piace a tutti, perché concentra gli odori e lascia un solo ingresso, e in un gatto vigile come il somalo è una delle cause silenziose di rifiuto.
Riposo e trasporto
Per il riposo servono più punti in stanze diverse, almeno uno rialzato e uno a terra, tutti lavabili in lavatrice. Una cuccia a ciambella da 50 centimetri funziona bene come postazione bassa, ma il posto preferito resta quasi sempre quello in alto e vicino a una fonte di calore. Il confronto fra tipologie e materiali, con i formati adatti alle case piccole, è nella guida alle migliori cucce per gatti: conviene comunque osservare dove il gatto dorme già prima di comprare.
L’ultimo acquisto è il trasportino, e va scelto sulla visita più difficile e non sul viaggio più comodo: rigido, apribile dall’alto, smontabile in due metà. Un trasportino omologato IATA serve anche per gli spostamenti lunghi e dura quanto il gatto. Gli accessori inutili sono sempre gli stessi, cioè guinzagli comprati d’impulso, cucce riscaldate mai accese e giochi elettronici abbandonati dopo due giorni, mentre pettine, tiragraffi e trasportino restano in uso per tutta la vita del gatto.