Carattere e convivenza in famiglia dell’Egyptian Mau

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons
Un gatto che sceglie la sua persona
La CFA descrive il Mau come estremamente intelligente e profondamente devoto ai suoi umani, e chi ci convive conferma che la devozione tende a concentrarsi su una persona sola. Con quella persona il gatto è invadente nel senso buono: sale sulle spalle, si presenta al frigorifero, sveglia la mattina all’ora che ha deciso lui. Con gli estranei è tutta un’altra cosa, e l’atteggiamento iniziale è quasi sempre di prudenza, non di ostilità.
Questo comporta un’aspettativa da correggere prima di prendere un cucciolo. Il Mau non è un gatto da salotto che si lascia passare di braccio in braccio quando arrivano gli ospiti. La sua socialità è selettiva, si costruisce nel tempo e con la stessa persona, e forzarla produce l’effetto opposto. Chi cerca un gatto che accolga chiunque entri in casa dovrebbe guardare altre razze; chi cerca un legame stretto con un animale attento trova qui esattamente quello.
Il punto delicato: regge male i cambiamenti
È il tratto che va detto per primo a chi sta decidendo. Le descrizioni di razza concordano nell’indicare il Mau come un gatto sensibile, che si allarma facilmente per rumori improvvisi e per le novità in casa. Traslochi, lavori, ospiti che restano a dormire, cambi di orario: tutto quello che un gatto medio digerisce in qualche giorno, qui può costare settimane di gatto nascosto sotto il letto. La prevedibilità vale più delle coccole in questa razza.
In pratica significa preparare i cambiamenti invece di subirli. Nascondigli disponibili in ogni stanza, orari stabili per cibo e gioco, nessun accesso forzato al gatto quando si è ritirato. Nelle fasi critiche un diffusore di feromoni Feliway Classic abbassa la tensione di fondo senza sostituire la gestione, e i tempi di adattamento sono quelli descritti per il gatto e il trasloco. Un Mau che si nasconde per giorni non sta facendo il difficile, sta segnalando che l’ambiente è cambiato troppo in fretta.
Come si maneggia senza rompere il rapporto
Sul modo di prendere in mano questo gatto gli allevatori sono espliciti da decenni. Il Mau non ama restare sospeso con il posteriore nel vuoto e reagisce peggio a una mano incerta che a una decisa: chi lo solleva deve sostenerlo bene e muoversi con sicurezza, senza esitazioni. Un approccio timido, che parte e si ritira, lo mette in allarme e può trasformare una manipolazione banale in una reazione difensiva che poi resta in memoria.
L’altra cosa che conviene sapere è che i gattini attraversano una fase di bocca sensibile nel periodo del cambio dei denti, che si completa entro i primi mesi. In quelle settimane conviene evitare i giochi che coinvolgono la bocca e non insistere con il controllo dei denti, per riprenderlo dopo con calma. Ogni manipolazione va costruita con pazienza, perché servirà per tutta la vita del gatto, dalla spazzolata al veterinario.
Con bambini, cani e altri gatti
La convivenza funziona, ma dipende tutta dall’inserimento. Con un altro gatto vale la procedura graduale di sempre, con separazione iniziale e scambio di odori, descritta in come presentare due gatti: saltarla in una razza reattiva come questa significa cominciare con un conflitto che poi resta. Con il cane il discorso dipende dal cane, e un animale che insegue è un problema serio per un gatto veloce che scappa a grande velocità.
Con i bambini la regola è la stessa che vale per il gatto e i bambini, cioè vie di fuga sempre aperte e nessun obbligo di farsi prendere in braccio, ma qui va applicata con più rigore per via della sensibilità ai rumori improvvisi. Serve almeno un rifugio in alto per stanza dove nessuno arriva: una cuccia ciambella da 50 centimetri su una mensola alta funziona meglio di qualunque nascondiglio a terra.