Maobau

Cura del pelo e salute dell’Egyptian Mau

Egyptian Mau argento maculato in primo piano

Foto: Nickolas Titkov from Moscow, Russian Federation · CC BY-SA 2.0 · via Wikimedia Commons

Un mantello corto con il disegno anche sulla pelle

La manutenzione del pelo è fra le più semplici che una razza possa chiedere. Il mantello è corto o medio, aderente e lucido, e la CFA raccomanda una pettinata settimanale per contenere la perdita e ridurre i boli. Non ci sono nodi da sciogliere né sottopelo che si infeltrisce, quindi il tempo speso serve soprattutto a controllare la pelle. Un set pettine e spazzola per gatti una volta alla settimana basta e avanza.

La particolarità del Mau è che il disegno maculato interessa anche la pelle, non solo il pelo: il pattern è già leggibile nei gattini piccoli e resta stabile per tutta la vita. Questo rende più facile accorgersi delle anomalie, perché una zona che cambia aspetto salta all’occhio su un mantello così definito. Perdita a chiazze, croste o zone diradate non rientrano nel normale ricambio stagionale e vanno inquadrate come si fa quando il gatto perde il pelo.

Cardiomiopatia ipertrofica: qui non c’è un test genetico

La cardiomiopatia ipertrofica è la malattia cardiaca più comune del gatto secondo il Cornell Feline Health Center, ed è documentata anche nell’Egyptian Mau: le cronache degli allevatori la citano fra i problemi comparsi nelle vecchie linee tradizionali quando il pool genetico era al minimo. Il muscolo del ventricolo sinistro si ispessisce, la camera si riduce e per molto tempo non si vede nulla dall’esterno. Un cuore malato può non fare rumore: il soffio manca in una quota rilevante dei gatti colpiti.

La differenza con il maine coon o il ragdoll è che per il Mau non esiste una variante genetica identificata e nessun test del DNA disponibile. Le mutazioni note del gene MYBPC3 riguardano quelle due razze e non si trasferiscono a questa. L’unico strumento è l’ecocardiografia, fatta da un cardiologo sui riproduttori e ripetuta nel tempo, perché la malattia può comparire in età adulta in un gatto risultato normale a due anni.

I segni clinici, quando arrivano, sono due quadri distinti. Il primo è lo scompenso, con respiro rapido o a bocca aperta, intolleranza allo sforzo e abbattimento. Il secondo è il tromboembolo, cioè un coagulo che blocca la circolazione del treno posteriore: dolore acuto improvviso, zampe fredde, paralisi. Entrambi sono emergenze immediate. Un Mau adulto merita un controllo cardiologico anche se non ha mai avuto sintomi, e chi acquista un cucciolo deve poter vedere i referti dei due genitori.

Deficit di piruvato chinasi, calcoli e leucodistrofia

Il deficit di piruvato chinasi eritrocitaria è la patologia ereditaria per cui il test esiste ed è semplice. Il laboratorio di genetica veterinaria della UC Davis include l’Egyptian Mau fra le razze in cui la variante del gene PKLR compare con frequenza significativa e ne raccomanda lo screening: si trasmette come carattere autosomico recessivo, si esegue su un tampone boccale e restituisce tre esiti, sano, portatore e malato. Due portatori accoppiati producono gattini malati, un portatore accoppiato con un negativo no.

La malattia si manifesta come anemia emolitica intermittente, con età di esordio e gravità imprevedibili: alcuni gatti restano quasi asintomatici, altri arrivano a letargia marcata, debolezza, dimagrimento e ittero. Non essendoci una correlazione fra genotipo e gravità, il test serve alla riproduzione, non alla prognosi. Nel gatto adulto un episodio di stanchezza inspiegabile merita un emocromo, perché l’anemia può passare inosservata a lungo prima di diventare evidente. Un episodio isolato non dice se il gatto sia portatore o malato: la risposta arriva solo dal test genetico.

TICA segnala nella razza anche una predisposizione all’urolitiasi, cioè ai calcoli delle vie urinarie, e una leucodistrofia, malattia neurologica che compare nei gattini già a poche settimane di vita. Sulla prima si può lavorare in casa alzando l’apporto idrico e controllando la lettiera ogni giorno: uscite frequenti, sforzi a vuoto o tracce di sangue vanno trattati come nella cistite del gatto. Una fontanella in acciaio da 2,6 litri aumenta le occasioni di bere nei soggetti che preferiscono l’acqua corrente.

Pool genetico ristretto: le domande da fare

Il tema sanitario più importante di questa razza non è una singola malattia ma il numero di antenati. Le linee tradizionali derivano da pochissimi fondatori, e la consanguineità accumulata è la ragione per cui negli anni Settanta comparvero cucciolate piccole e gattini poco vitali. Le importazioni successive hanno migliorato molto la situazione, ma il pool resta più stretto della media e ogni scelta di accoppiamento pesa più di quanto peserebbe in una razza numerosa.

Le domande da fare a un allevatore sono quindi due, oltre a quelle sui referti. La prima riguarda la profondità del pedigree e la presenza di linee importate, la seconda il grado di parentela fra i due riproduttori. Un allevatore che segue la razza sa rispondere con numeri, non con rassicurazioni. È lo stesso criterio che vale per la longevità: le medie che circolano online sono stime, mentre quello che conta è la storia sanitaria reale delle linee che stai guardando.

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