Carattere e convivenza in famiglia del Munchkin

Foto: Tasy Hong · CC0 · via Wikimedia Commons
Un gatto socievole, curioso e per niente timido
Sul temperamento le descrizioni concordano e corrispondono a quello che raccontano le famiglie. La TICA parla di un gatto estremamente giocoso e sociale, che corre, insegue, si intromette in quello che fai e cerca la compagnia delle persone. Non è un gatto schivo né particolarmente diffidente con gli estranei, e di solito accetta bene la presenza di bambini e di altri animali. Il carattere non è il problema di questa razza, e chi ci vive lo dice con ragione.
La curiosità produce anche la posa più fotografata del Munchkin: seduto sulle zampe posteriori, con il busto dritto e le anteriori raccolte, per guardare oltre un ostacolo che non riesce a superare con un salto. È una postura che qualunque gatto assume qualche secondo, mentre qui diventa abituale, perché è il modo più economico per alzare il punto di vista. Vederla spesso non è un vezzo: è un adattamento a una struttura fisica diversa.
Quando la calma non è carattere
C’è una nota che nelle schede commerciali non compare quasi mai. Un gatto che salta poco, che sceglie sempre gli stessi appoggi bassi, che interrompe una corsa a metà o si sdraia dopo pochi minuti di gioco può essere un gatto tranquillo oppure un gatto che ha male. In una razza in cui le articolazioni lavorano su assi imperfetti, l’ipotesi del dolore va tenuta sul tavolo accanto a quella del temperamento, e va verificata dal veterinario invece che archiviata come indole.
I segnali utili sono quasi tutti comportamentali e cambiano lentamente, per questo sfuggono. Un ripiano abbandonato, un’andatura più rigida al risveglio, la toelettatura che diventa irregolare su schiena e groppa, incidenti fuori dalla lettiera, meno tolleranza quando si toccano le zampe. Un cambio di abitudini è un dato clinico, non una fase, e annotarlo con una data accanto rende la visita molto più utile di qualunque racconto a memoria. Serve anche una scala di confronto: com’era lo stesso gatto sei mesi prima, non come sta oggi rispetto a ieri.
Con i bambini, i cani e gli altri gatti
Con i bambini il Munchkin funziona bene, purché la regola di casa sia la stessa che vale in il gatto e i bambini: vie di fuga sempre disponibili, nessun obbligo di farsi prendere in braccio, e attenzione a come lo si solleva. Un gatto con arti corti e articolazioni caricate male non va afferrato sotto le ascelle e lasciato penzolare: va sostenuto sotto il torace e sotto il posteriore, con due mani, come si farebbe con un animale fragile.
Con i cani il rapporto dipende quasi solo dal cane, ma qui c’è un fattore in più: il Munchkin ha meno vie di fuga verticali degli altri gatti, e un cane che insegue diventa un problema serio se il gatto non riesce a mettersi in alto in fretta. Valgono le indicazioni generali di il gatto e il cane in casa, con l’accortezza di predisporre rifugi bassi e stretti dove il cane non entra, non solo mensole alte.
Convivere con un altro gatto senza svantaggi
L’inserimento di un secondo gatto segue la procedura di sempre, con separazione iniziale, scambio di odori e incontri brevi: la sequenza completa è quella di come presentare due gatti. La differenza è nella gestione dello spazio dopo. In una casa con un gatto di struttura normale e un Munchkin, le risorse alte diventano automaticamente proprietà del primo, e il secondo resta sistematicamente in basso senza poter rivendicare niente. Non è una gerarchia dichiarata, è una conseguenza dell’arredamento, e passa inosservata finché non compaiono soffi e agguati sulla porta della lettiera.
Si risolve moltiplicando i punti di riposo a quote diverse e raggiungibili, in modo che nessuno debba scegliere fra rinunciare e saltare male. Ciotole, lettiere e cucce vanno separate e non messe in fila lungo una parete. Due gatti litigano per le risorse, non per antipatia, e un diffusore di feromoni facciali nelle prime settimane abbassa la tensione mentre gli equilibri si assestano. Una seconda cuccia nido morbida e lavabile a terra fa più di qualunque mediazione.