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Gattini e riproduzione del Munchkin

Munchkin bianco e rosso dalle zampe corte su un tavolo

Foto: Tasy Hong · CC0 · via Wikimedia Commons

Come nasce una cucciolata, e perché non tutti i gattini arrivano

La variante che accorcia le zampe è dominante e letale in omozigosi. Tradotto in pratica: un gattino che la eredita da entrambi i genitori non si sviluppa e la gravidanza lo perde presto. Per questo negli allevamenti seri si accoppia un soggetto a zampe corte con uno a zampe normali, in modo che nessun embrione possa ricevere due copie. La mutazione non ha una forma innocua, e questo vincolo riguarda ogni linea, in ogni paese.

Da un accoppiamento del genere nasce circa metà cucciolata con le zampe corte e metà con le zampe normali, i cosiddetti non standard, che sono gatti comuni sotto ogni aspetto. Chi cerca il carattere della razza senza il tratto che la definisce può chiedere proprio quelli, spesso ceduti a prezzo inferiore. È l’unica scelta che permette di prendere un gattino da queste linee senza sostenere la produzione di un altro soggetto condrodisplasico.

Che cosa può e non può mostrare un allevamento

Per la condrodisplasia del Munchkin non è disponibile un test genetico di routine presso i laboratori di riferimento, quindi nessun certificato può dire nulla su quel tratto: le zampe corte si vedono, e basta. Restano validi gli esami che qualunque allevamento serio esegue sui riproduttori, cioè ecocardiografia per la cardiomiopatia ipertrofica, gruppo sanguigno e, se nelle linee c’è sangue persiano, il test del DNA per la malattia policistica renale. Chiedere di vedere i referti non è diffidenza: è la sola parte verificabile di quello che un allevatore racconta al telefono.

Le domande utili da fare sono altre e riguardano la gestione. Quante cucciolate all’anno per gatta, quanti gattini nati e quanti arrivati allo svezzamento, se ci sono stati casi di lordosi o di pectus excavatum, a che età vengono ceduti, se i genitori sono visitabili. Un gattino va a casa non prima delle undici o dodici settimane, vaccinato e sverminato, dopo la fase descritta in la socializzazione del gattino. Conviene farsi trovare pronti con una cuccia nido morbida e lavabile già sistemata a terra, perché un cucciolo ceduto a otto settimane è un cucciolo tolto troppo presto alla madre.

Registri, leggi e che cosa significa in Italia

La TICA registra e giudica il Munchkin, la CFA no, la FIFe non lo elenca fra le razze riconosciute e il GCCF britannico lo ha respinto. In Italia, dove il riferimento è l’ANFI socia FIFe, questo significa che un Munchkin non ha un pedigree ANFI e non entra nelle esposizioni di quel circuito: i documenti che si vedono in vendita arrivano da altri registri. Non è un dettaglio burocratico, è il modo in cui le federazioni esprimono un giudizio.

Sul piano legislativo, Germania e Austria collocano l’allevamento di gatti con nanismo disproporzionato fra le selezioni vietate dalle norme sul benessere animale, e la Svizzera lo classifica fra quelle gravose, limitandone l’impiego in riproduzione. In alcuni stati australiani sono in vigore divieti analoghi. Non sono sensibilità locali: sono valutazioni fatte sulla stessa letteratura veterinaria, che descrive articolazioni incongruenti e artrosi secondaria in gatti selezionati per avere arti corti. Chi compra un cucciolo oggi in Italia si muove quindi in un vuoto normativo che altrove è già stato riempito.

Le razze derivate sommano i problemi

Dal Munchkin sono state costruite altre razze incrociandolo con tipi già selezionati per un tratto estremo. Il Minuet, prima chiamato Napoleon, nasce dall’incrocio con il gruppo persiano e mette insieme arti corti e faccia schiacciata, cioè due condizioni che pesano su apparati diversi. Il Bambino aggiunge alle zampe corte l’assenza di pelo dello Sphynx, e nei Paesi Bassi ricade nel divieto di detenzione dei gatti nudi entrato in vigore nel 2026. In quel caso la norma colpisce l’assenza di pelo e non le zampe corte, ma il gatto si porta addosso comunque entrambe le selezioni.

Ci sono poi il Kinkalow, dall’incrocio con l’American Curl, lo Skookum con il LaPerm, il Lambkin con il Selkirk Rex, il Dwelf che unisce zampe corte, assenza di pelo e orecchie arricciate. Ogni incrocio somma un tratto in più, e nessuno di questi programmi ha come obiettivo la salute dell’animale. Chi cerca un gatto affettuoso e adatto alla casa ha alternative enormi, comprese le adozioni: le esigenze di base sono quelle di il gatto in appartamento, e non richiedono nessuna mutazione.

Un’ultima nota per chi un Munchkin ce l’ha già. Sterilizzare è la scelta ovvia, sia per evitare cucciolate non programmate sia per i vantaggi sanitari e comportamentali riassunti in la sterilizzazione del gatto. Nel frattempo il gatto va trattato come qualunque altro: peso sotto controllo, percorsi bassi, visite regolari e una cuccia a ciambella morbida nel posto che ha scelto lui. Il gatto che è già in casa non c’entra niente con il dibattito sull’allevamento, e merita soltanto che gli si renda comoda la vita.

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