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Curiosità e aneddoti sul Munchkin

Munchkin bianco e rosso dalle zampe corte su un tavolo

Foto: Tasy Hong · CC0 · via Wikimedia Commons

Un nome preso dal Mago di Oz

Il nome non viene da una località né da un allevatore, ma dalla letteratura: i Munchkin sono il popolo minuto che accoglie Dorothy nel Mago di Oz, e l’accostamento era troppo comodo per non essere usato. È una scelta che dice parecchio sul modo in cui la razza è stata presentata al pubblico fin dall’inizio, cioè come una versione in miniatura e simpatica del gatto, più che come una popolazione con una mutazione dello scheletro.

Anche i soprannomi vanno nella stessa direzione: gatto bassotto, gatto salsiccia, gatto kangaroo. Il linguaggio addolcisce quello che descrive, e vale la pena accorgersene, perché è lo stesso meccanismo che rende irresistibili i video sui social. Un gatto che si siede sulle zampe posteriori per guardare oltre un ostacolo fa tenerezza; la ragione per cui lo fa è che non può semplicemente saltarci sopra. Non è un dettaglio da poco, perché è il modo in cui una limitazione motoria viene raccontata come un tratto di simpatia.

Il paragone con il bassotto regge solo in parte

Il confronto con bassotti e corgi viene fatto spesso, anche dai sostenitori della razza, e non è campato in aria: si tratta in entrambi i casi di condrodisplasia, cioè di ossa lunghe che smettono di crescere prima. La somiglianza però si ferma prima di quanto si dica. La colonna del gatto è più flessibile e più corta in proporzione, e i problemi discali che affliggono i cani condrodistrofici non hanno nel gatto la stessa dimensione clinica.

Questo è il punto su cui gli allevatori hanno costruito la difesa della razza: le zampe sono corte, la schiena sta bene. Le indagini per immagini pubblicate su gatti nani raccontano però anche l’altra metà, cioè gomiti e carpi che non combaciano e un’incurvatura dorsale più marcata della norma. La verità utile a chi decide sta nel mezzo: il rischio è reale ma non è quello del bassotto, ed è concentrato sugli arti anteriori e sugli anni in cui l’artrosi comincia a farsi sentire, con i segnali che si imparano a leggere parlando di il gatto anziano.

Corre, curva e sale per tappe

Chi si aspetta un gatto lento resta sorpreso. Il Munchkin corre veloce sul piano e cambia direzione meglio della media, perché il baricentro basso lo aiuta nelle curve strette: i suoi allevatori ne parlano come di una specialità della razza. Anche l’accesso alle altezze non è precluso del tutto, semplicemente avviene per gradini successivi, sfruttando sedie, cassapanche e braccioli invece di un balzo unico. Molti arrivano dove arrivano gli altri gatti, semplicemente passando da un punto d’appoggio in più lungo la strada.

È esattamente il comportamento da assecondare in casa, e da premiare quando si presenta. Un percorso di appoggi intermedi verso il divano vale più di qualunque divieto, e un tunnel pieghevole da 130 centimetri sfrutta la velocità sul piano invece della spinta verticale. Le ragioni per cui il gatto sale sui mobili restano identiche: il bisogno di controllare l’ambiente dall’alto non sparisce con le zampe corte. Toglierlo del tutto, chiudendo ogni accesso, produce solo un gatto frustrato che tenta il salto quando nessuno lo guarda.

La popolarità, i social e la domanda che resta

La razza deve gran parte della sua diffusione alle immagini: un gatto basso è riconoscibile in un fotogramma, e questo lo ha reso uno dei soggetti più condivisi degli ultimi anni, soprattutto in Asia e negli Stati Uniti. La conseguenza pratica è nota: la domanda alta attira chi alleva senza criterio, e i prezzi tengono in piedi cucciolate fatte in fretta, con genitori scelti solo per la lunghezza delle zampe. È lo stesso meccanismo già visto con altre razze diventate virali, e le conseguenze ricadono sul gatto, non su chi lo vende.

Resta una curiosità che è anche una domanda. Nessuna delle qualità per cui il Munchkin piace davvero, cioè la socievolezza, la curiosità, la voglia di stare con le persone, dipende dalla mutazione: sono le stesse dei suoi fratelli di cucciolata a zampe normali e di milioni di gatti comuni. Il tratto che dà il nome alla razza non aggiunge niente al carattere, e chi lo capisce prima di scegliere fa un favore soprattutto al gatto. Nel frattempo un set di bacchette con piume racconta di quel carattere più di qualunque foto.

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